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giovedì 15 ottobre 2015

Il baule di Conrad

Le navi, i viaggi e i compagni di bordo

di Dario Pontuale

Il baule di Conrad
Una cassa di legno, lunga un metro, alta cinquanta centimetri, con tozze zampe quadrate e la base più larga per resistere ai rollii. In passato ogni marinaio degno di tale nome solcava le acque del mondo accompagnato da questa specie di baule, chiamato in gergo cassetta, dove riporre i propri effetti personali, i beni, i ricordi.
Tra le molte sopravvissute agli attacchi del tempo, ne esiste una, appesantita dagli anni e dagli oggetti, che riporta su un fianco una sigla incisa con la forza di un coltello, JTKK e una data, 1894. La sigla altro non è che l'abbreviazione del nome del suo proprietario, Józef Teodor Konrad Korzeniowski, ufficiale della Marina mercantile britannica. Il 1894 è l’anno in cui la cassetta è stata calata per l'ultima volta dal ponte di una nave: il battello a vapore Adowa, che avrebbe dovuto salpare per il Québec con a bordo quell'ufficiale di origine polacca, in realtà non ha mai lasciato il porto a causa di un impedimento burocratico.